Care compagne e compagni quella che segue è una breve sintesi della riunione tenutasi il 19 marzo u.s. del gruppo di lavoro sul Welfare.
Ovviamente diverse delle analisi e dei spunti su cui il gruppo di lavoro intende dare un contributo andranno “rifocalizzate” alla luce degli eventi connessi alla riforma Monti-Fornero sul mercato de lavoro (così come le iniziative e le vertenze connesse).
In ogni caso la discussione è stata molto articolata e molto utile. In particolare il gruppo di lavoro intende impegnarsi su 3 priorità condivise (alla riunione non ha potuto partecipare lo SPI che è stato poi però informato e condivide l'impostazione):
- riforma della sanità regionale e necessità di rilanciare un'analisi e una proposta sulle politiche di integrazione socio-sanitaria;
- “emergenza” IMU;
- aprire una discussione di merito sul reddito di cittadinanza come strumento utile oggi, anche alla luce della riforma degli ammortizzatori sociali.
Partiamo dall'emergenza IMU: nelle prossime settimane i diversi comuni della regione dovranno decidere sia le aliquote di prelievo della nuova imposta comunale sia avviare le rivalutazioni catastali. Come CGIL si pongono diverse questioni, partendo dal giudizio negativo che come organizzazione abbiamo dato proprio perchè inciderà non poco sull'aumento della tassazione, in un momento già di forti difficoltà economiche della popolazione. Si pongono quindi diversi temi: oltre le 200 euro di franchigia previsti dalla normativa nazionale (franchigia che può arrivare fino a 400 euro, con 50 euro in più per figlio residente di età inferiore ai 27 anni) come intendono gestire tale imposta i comuni? Sono previste aliquote maggiorate come la norma nazionale consente? E vi saranno differenziazioni in base al reddito? Le risorse eventualmente incamerate superiori ai trasferimenti dovuti allo Stato come saranno usate? Per i servizi sociali, ecc.?
Al riguardo il gruppo di lavoro ha suggerito di provare a richiedere unitariamente all'ANCI un incontro. Pochi giorni fa tale richiesta di incontro, condivisa con CISL e UIL, è stata avanzata. Sarà nostra cura tenervi informati.
In relazione al tema riforma sanitaria e politiche socio-assistenziali è emerso fondamentalmente un ragionamento che, partendo dalla crisi dell'attuale modello di sviluppo, ci deve spingere a rivendicare la necessità di un rilancio e di una profonda riforma del nostro sistema di welfare locale per affrontare l'impoverimento economico di migliaia di persone, le specifiche tendenze demografiche della popolazione, l'esigenza di accompagnare la giusta razionalizzazione dei presidi ospedalieri (in nome di più efficienza e maggiore sicurezza per i cittadini, oltre che di sostenibilità economica dell'intero sistema, tema su cui però i compagni della FP hanno espresso perplessità nel raggiungimento di tale obiettivo da parte della Regione) con:
- un sistema della gestione delle emergenze e del trasposto urgente (118) che tenga conto della complessa situazione infrastrutturale della nostra regione;
- la trasformazione dei presidi sanitari in veri e propri ambulatori per la prima diagnostica, anche in coerenza con una trasformazione del ruolo dei medici di base come proposto dalla stessa F.P. CGIL a livello nazionale;
- una rete di presidi “socio assistenziali” anche in grado di “compensare” i territori alla luce della riforma del sistema ospedaliero lucano.
Al riguardo i compagni della FP di Potenza e Matera si sono impegnati a redarre un primo documento da condividere poi nella prossima riunione del gruppo di lavoro, come base per una più dettagliata discussione, anche in relazione al tema della differenziazione del ticket.
Per troppo tempo – è emerso infine - manca anche solo una “mappatura” delle diverse esperienze socio assistenziali in atto e gli stessi Piani Sociali di Zona non sono stati al centro di una nostra specifica azione rivendicativa. Al riguardo abbiamo chiesto ai compagni dell'AUSER, della FP e al compagno Allegretti di fare un'azione di monitoraggio e di raccolta di dati, censendo anche le buone pratiche per favorire un possibile modello (quali servizi in house, quali servizi necessitano di un contributo del privato sociale viste le specifiche complessità, quale è la situazione degli stessi operatori, ecc) su cui la CGIL, in tutti i diversi comuni (o consorzi di comuni o Aree programma, vedendone quale evoluzione avranno), si potrebbe orientare in maniera uniforme.
Sapendo che per noi tutta le discussione deve avvenire in trasparenza, l' efficienza verso l'utenza (e non la mera opportunità politica) deve essere il punto da cui si parte, la partecipazione dei lavoratori e delle comunità (anche per individuare le priorità di intervento, vista la scarsità delle risorse) deve essere il metodo.
In questo ragionamento assume importanza anche la discussione che si va aprendo nella nostra Regione, così come nel Paese, sullo strumento del reddito di cittadinanza, anche in relazione a strumenti in parte simili, in parte diversi, già messi in campo nel nostro territorio (cittadinanza solidale, ecc.). Sapendo che tale strumento deve oggi essere inserito, dal nostro punto di vista, in coerenza con la questione “riforma degli ammortizzatori”, ma che va anche oltre una sola impostazione pro-lavoristica. Sul punto, vista anche la differenza evidente che vi è tra reddito di cittadinanza alla francese, reddito di inclusione, reddito di ultima istanza, sussidio di povertà ecc. (insomma spesso, anche tra noi, chiamiamo allo stesso modo, strumenti e politiche diverse e rimane l'ambiguità di dove reperire le risorse che – per definizione – sarebbero variabili al variare dello strumento stesso e della possibile platea) le compagne e compagni del gruppo di lavoro hanno proposto entro fine aprile – primi di maggio di organizzare uno specifico seminario per il gruppo dirigente, chiamando esperti anche esterni alla CGIL per favorire una presa di posizione e una proposta, consapevole e informata. Su questo, come Segreteria Regionale, ci siamo dati tutti disponibili ad organizzare il seminario.
Mi scuso per la sintesi estrema e se eventualmente è stato saltato qualche passaggio. Ovviamente questo canovaccio non ha nessun valore se non quello di provare a ricapitolare la discussione e di tenere tutte le compagne e compagni del Direttivo Regionale e delle Camere del Lavoro informati sul nostro lavoro, così come stiamo facendo sul lavoro nero, con il gruppo dedicato.




























