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INTERVENTO DI ALESSANDRO GENOVESI SEGRETARIO GENERALE CGIL BASILICATA -  1 MAGGIO 2013 – CORLETO PERTICARA

 

Care amiche e compagne, cari amici e compagni,

oggi, festa del lavoro e dei lavoratori, festa di chi un lavoro lo sta difendendo con i denti e di chi, soprattutto, lo cerca.

Ma noi oggi siamo qui non solo per festeggiare, ma per avviare una nuova stagione di mobilitazione per il lavoro ed i diritti perché questa sia festa di impegno per il lavoro.

Con il piano del lavoro che, unitariamente e con il contributo delle categorie e CdLT abbiamo varato il 29 aprile scorso, vogliamo infatti darci, tutti insieme un grande obiettivo: difendere il lavoro che c’è e soprattutto crearne di nuovo.

Creare oggi lavoro è la priorità delle priorità. Abbiamo proposto alcune politiche concrete per sostenere l’emergenza, altre per avviare una ripresa economica e occupazionale duratura, concentrando le risorse pubbliche su poche ma efficaci misure, per riformare le pubbliche amministrazioni, per rimettere il pubblico e un’idea di programma e selettività al centro dell’agenda politica in Basilicata, partendo dai più deboli.

Certo siamo consapevoli che molto dipenderà da quanto si riuscirà in Europa a cambiare la politica economica fatta di austerità e tagli. Quell’austerità e quei tagli che hanno fatto aumentare crisi e disoccupazione.

E molto dipenderà da quanto il nuovo Governo Nazionale saprà mettere concretamente – e non a parole – il lavoro, la crescita, il potenziamento del welfare al centro della propria agenda già nei prossimi giorni, a partire dal rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, risolvendo il  tema degli esodati, alleggerendo tasse, non su tutti, ma a partire da ImU sulla prima casa e per i più deboli!

Ma qualcosa si può fare – e si deve fare- anche a livello di Basilicata perchè quelle poche risorse pubbliche che ci sono (e neanche tanto poche, visto che tra riprogrammazione fondi comunitari, trasferimenti nazionali, royalties, parliamo di almeno 1 miliardo di euro per i prossimi anni) possono o continuare ad alimentare piccoli corporativismi, vecchie e nuove clientele o essere leve per sviluppo e lavoro.

Sta a noi incidere perché le cose vadano diversamente! Perchè si scelga la seconda via.

Oggi è ancor vero in questo momento di forte difficoltà delle istituzioni e dei partiti, dove il protagonismo delle forze sociali e sindacali può indurre un cambio di rotta. Partendo non da strane alchimie o giochi di palazzo, ma partendo dal pensionato che non può curarsi perché non può pagare i ticket, dal giovane che passa il proprio tempo tra studio e lavoretti (quando va bene) perché non siamo in grado di offrirgli niente di meglio; dal cassintegrato che si vergogna di stare a casa e prendere un sussidio che è miseria; dalle nostre donne che, laureate, vedano sbattersi continuamente la porta in faccia!

Ripartire da qui, dai bisogni della gente per costruire e ricostruire amici e compagni: un progetto di società, una nuova rete di solidarietà, contro chi in questa crisi si è arricchito e non ha contribuito al risanamento, contro la rabbia che spesso è figlia della paura e della solitudine.

E dico costruire, compagni e amici, non perché molte cose che non ci piacciono non devono essere spazzate via, ma perché ogni critica anche la più feroce deve essere sempre accompagnata sempre da una proposta concreta e realizzabile. Perché la democrazia, le istituzioni, le sue forme collettive, a partire dai partiti, non servano al forte, non servono al ricco, non servono ai prepotenti, servono a noi, ai più deboli ai lavoratori e ai pensionati. Sta a noi farle cambiare, non contribuire alla loro crisi irreversibile.

Questo vale anche in Basilicata: chi ha sbagliano paghi e paghi fino in fondo, se dovranno esserci nuove elezioni – che ovviamente non dipendono da noi – che esse siano occasione per chi si candida parlare dei problemi della Basilicata e non di altro. Ma in nessun caso si perda tempo o ci si nasconda dietro la campagna elettorale per non fare quello che serve: dai copes ai ticket, dagli ammortizzatori sociali alla vertenza Total (poi dirò qualcosa su questo), ai necessari interventi per forestali e vie blu, fino ai bandi di reindustrializzazione: la fame e la paura non aspettano.

Misure come quelle che proponiamo per un reddito minimo di inserimento per esempio si possono già mettere in cantiere.

E anzi il nostro piano per il lavoro, la crescita e la coesione sarà strumento per noi anche per misurare tutti gli interlocutori sociali, istituzionale e politici su proposte concrete.

Il Piano è offerto oggi per le prime scelte ma delinea anche un modello – una proposta complessiva - per i prossimi anni. A chi si candiderà il dovere di dire se starà con noi, con questa piazza o contro di noi. Cambiali in bianco non ne abbiamo mai date e certo oggi non le diamo a nessuno!

Anche perché abbiamo già da difendere e da incalzare chi viene da fuori e non vuole contribuire all’occupazione e allo sviluppo della Basilicata. La Total non può pensare di venire qui, estrarre 50.000 barili di petrolio e non preoccuparsi di avere – come noi chiediamo – un sistema di monitoraggio e prevenzione  ambientale avanzato, favorire la partecipazione ed il controllo da parte dei comuni, delle associazioni ambientali, dei sindacati. Una rete Arpab avanzata, un presidio anti veleni e sanitario, ecc.

E poi gli oltre 1000 edili che devono per 3 anni costruire opere infrastrutture  devono essere almeno per l'80%, edili e disoccupati lucani. La Total deve costringere i propri general contractor ad un comportamento virtuoso. No a gare al massimo ribasso e  rispetto dalla legalità, sottoscrizione di protocolli e soprattutto sviluppo duraturo con imprese locali, che devono crescere, diventare più grandi, competere su tanti mercati.

Non ci accontentiamo di 30-40 assunzioni, magari fatti chissà come, con le liste presentate da chissà chi.

Vogliamo tutela ambientale e lavoro per i nostri disoccupati per i nostri 8000 espulsi dalle aziende solo negli ultimi 3 anni e per i nostri giovani che non devono più essere costretti ad andarsene.

Cara Total : la nostra salute, la nostra dignità non è in vendita. Tu sedi nostra ospite non noi!

Infine, care compagne e compagni amiche e amici, un ultima riflessione: il Piano del Lavoro, le sue proposte concrete che vanno dalle infrastrutture all’energia all’agrindustria, dal turismo al welfare devono diventare la nostra agenda per i prossimi mesi: agenda di popolo. Attivi nei comuni, assemblee nelle aziende, attivi di pensionati, assemblee di disoccupati, soprattutto di disoccupati.

Organizziamo attivi nei comuni, assemblee nelle aziende, andiamo nei mercati, nei bar, parliamone in casa, al nostro vicino.

E' questo l’impegno che dobbiamo prenderci, oggi e per i prossimi mesi, portanto in giro Piano del Lavoro per la Basilicata e Piattaforma nazionale di CGIL, CISL e UIL per una nuova politica economica e sociale a livello nazionale.

Per allargare le nostre forze, per avere più alleati possibili, per portare una proposta concreta che è anche parola di speranza.

Perché la crisi si può raccontare e subire oppure combatterla.

Noi vogliamo combatterla e uniti vinceremo!

W CGIL, CISL , UIL. VIVA I LAVORATORI