“Dopo aver più volte sollecitato un incontro, domani 5 giugno, si terrà un tavolo sulla vicenda della centrale del Mercure presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Come CGIL Basilicata, insieme a Cisl e Uil, abbiamo infatti chiesto di capire a che punto sia la questione. Noi saremo in prima fila nel richiedere le massime tutele per l’ambiente e la salute di lavoratori e cittadini in vista della possibile entrata a regime della centrale, nonché impegni chiari sulle ricadute occupazionali per il nostro territorio”. Così dichiara in una nota Alessandro Genovesi, Segretario Generale della Cgil Basilicata.
“Servono infatti impegni precisi e verificabili, a tutela della salute e dell’ambiente, a partire dalla costituzione di uno specifico Osservatorio Ambientale, che affianchi il comitato scientifico di cui al decreto ministeriale. L'Osservatorio Ambientale, sotto il coordinamento di Arpab e Arpac, dovrà essere costituito dai rappresentanti dell'Ente Parco, dei Comuni dell'area, delle forze sindacali CGIL, CISL e UIL, delle associazioni ambientaliste, al fine di avere una partecipazione attiva delle popolazioni. Osservatorio che dovrà avere come compiti, tra gli altri, quello di verificare in maniera costante la certificazione delle biomasse conferite; promuovere ricerche e studi condotti da esperti indipendenti nominati dai rappresentanti dei Comuni, associazioni ambientaliste e forze sindacali, monitorare gli impatti ambientali anche in riferimento ad un'area territoriale più vasta (comprendente anche la zona di Lauria, ecc.) e connessi a movimento merci, ecc. (polvere sottili, ecc.); aggiornare costantemente il piano di monitoraggio, presenza, diffusione e qualità delle centrali di rilevazione ambientale, promuovendo insieme ad Arpab e Arpac una costante informazione verso la cittadinanza (attraverso siti internet, specifici pannelli elettronici nei paesi, ecc.)”.
“Inoltre occorre per noi sottoscrivere uno specifico Protocollo di legalità, in collaborazione con le prefetture competenti, per prevenire possibili infiltrazioni criminali nelle imprese conferenti le bio masse, aziende logistiche, di servizio, ecc. e verso qualsivoglia altro fornitore. Un po’ come avviene in edilizia, con una white list di imprese pulite (con certificazione antimafia), ecc. Il rischio di possibili infiltrazioni criminali, in particolare di aziende calabresi operanti nella logistica e fornitura infatti va stroncato sul nascere”.
“L'Enel – continua Genovesi – si deve impegnare inoltre a finanziare il potenziamento oltre che della viabilità di accesso alla centrale, anche della viabilità relativa all'accesso alle aree del Parco, con particolare attenzione ai percorsi secondari di viabilità connessi ai percorsi naturalistici e sentieristici. Soprattutto l’Enel, oltre a riconoscere delle specie di “royalties” ai comuni dell’area, dovrebbe investire anche una certa somma per il Parco, al fine di rafforzare la filiera della produzione di biomasse. Al riguardo (e anche in coerenza con lo stesso Piano del Lavoro per la Basilicata promosso da Cgil, Cisl e Uil) dobbiamo chiedere risorse specificatamente rivolte ad avviare una fase straordinaria di piantumazione e nuova ripiantumazione del materiale verde. Le risorse economiche potrebbero essere finalizzate a garantire, oltre che 151 giornate agli attuali operai forestali, l'assunzione di ulteriori unità. Chiederemo inoltre all’Enel anche di impegnarsi alla sottoscrizione di accordi commerciali (della durata massima di 15 anni; con il riconoscimento di prezzi di acquisto maggiorati anche in relazione alla filiera corta di provenienza) con l'Ente Parco e con tutti i comuni eventualmente interessati per il conferimento di biomasse prodotte direttamente o di provenienza di singoli privati, purché autorizzati e certificati dall'Arpab, Arpac e dall'Osservatorio ambientale. Anzi la Regione dovrebbe saper cogliere il momento come occasione di sostegno a tutti quei privati (magari con la nascita di piccole imprese di giovani, cooperative, ecc.) che recuperino aree verdi dismesse per coltivazione di materiale arboreo a crescita veloce, forti di contratti commerciali privilegiati con l’Enel (questo ridurrebbe in prospettiva anche il transito di camion, ecc.)”.
“Infine, sulla falsariga del Contratto di Sito per la Val d’Agri si deve chiedere all’'Enel di impegnarsi a ricorrere ad imprese fornitrici di opere e/o servizi, trasporto, ecc. locali (avente cioè sede legale e dipendenti residenti nell'area). Il tutto con un costante monitoraggio e intervento di istituzioni e forze sociali, attraverso un vero e proprio Tavolo della trasparenza, composto dai rappresentanti dell'Enel, dell'Ente Parco, dei Comuni, dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste e di Cgil, Cisl e Uil Basilicata e Calabria. Su questo ed altro, sono certo unitariamente con CISL e UIL, il Governo dovrà farsi garante, per mettere prima, e far rispettare poi, paletti precisi all’Enel”.




























